CAPPELLO UOMO: SCELTA E STILE

CAPPELLO, TOCCO DI ELEGANZA

Oggi sono pochi gli uomini che indossano un cappello, perciò è senz’altro più difficile passare inosservati con un borsalino o un panama sulla testa; forse per questo sono pochi i “coraggiosi” che osano indossarne uno. Naturalmente l’abbinamento e l’occasione giusta non sono facili da individuare, ed è molto facile cadere nel ridicolo. Ma il cappello, usato nei tempi e nei modi giusti, contribuisce sicuramente a conferire un aspetto piacevole ed elegante, a patto di sapere quale indossare e come portarlo.

Per raggiungere buoni risultati è bene fare la giusta scelta: l’altezza e la grandezza del suo corpo centrale e la larghezza della tesa (o falda) devono essere adeguate alla conformità del capo. Inoltre la proporzione del cappello deve essere in armonia con la propria corporatura; per esempio, una persona bassa di statura non dovrebbe indossare cappelli troppo voluminosi o dalle falde troppo larghe. Mentre, con un copricapo appropriato, anche la persona bassa può avere dei vantaggi estetici (come sembrare più alto).

STILI DEL CAPPELLO CLASSICO

Attualmente sono circa una decina i tipi di cappello classico che si trovano in commercio; si tratta di modelli collaudati che non passano facilmente di moda, mentre vi sono altri modelli senz’altro più attuali ma che lasciano il tempo che trovano.

  • FEDORA – Fedora è forse il cappello di feltro più versatile e adatto per tutti i tipi di abbigliamento; questo trae il suo nome dal titolo di un melodramma scritto nel 1882 da Victor Sardou che fu scritto per la famosa Sarah Bernhardt. I modelli attualmente in commercio hanno subito delle varianti rispetto a quelli originali; il Fedora, oggi, è il classico feltro morbido con la falda flessibile a scatto che si porta con la parte anteriore della tesa rivolta all’ingiù. Naturalmente, alla base della cupola vi è l’immancabile nastro.
  • TRILBY – Il Trilby, invece, rappresenta una variante americana della linea Fedora. Si presenta sfoderato, con il nastro esterno della cupola più esile del Fedora, e non ha la bordatura all’esterno della falda. Questo è il classico cappello che negli anni venti, in America, veniva immancabilmente accoppiato all’impermeabile.
  • PORK PIE -Il pork pie hat è un cappello di forma circolare prevalentemente usato all’interno della scena rude boy ska, talvolta dai jazzisti dei 50’s e 60’s, meno frequentemente da mods e skinheads.
    Nacque alla metà dell‘800 come copricapo femminile per poi diventare nelle prime decadi del 900 ad appannaggio maschile. Ne portava uno particolare il comico Buster Keaton e ne era appassionato Dean Martin.
  • PAGLIETTA – Cappello rigido dalla inconfondibile forma a “corona piatta” e con la falda medio larga. L’unico materiale con cui è fatta è la paglia, mentre il nastro alla base della cupola è di gros-grain nero, oppure blu o a righe colorate. Come cappello rappresenta un patrimonio della Belle époque, e gli uomini eleganti usavano indossarlo solo dalla primavera all’inizio dell’autunno.
  • PANAMA – Cappello originario dell’Ecuador, da non confondere con i normali cappelli estivi di paglia, perché e confezionato con fibra elastica e resistente di una palma nana. Per questo il Panama è in grado di resistere senza rovinarsi anche a violenti acquazzoni. Un cappello pregiato dunque, di estrema eleganza e comodità che può essere trovato in due versioni: una leggera, morbidissima e pieghevole (che permette di arrotolare il cappello e riporlo nella sua custodia di legno); ed un’altra, simile alla precedente ma più rigida e dal costo decisamente inferiore (ma nonostante tutto elevato). Di solito nei modelli classici, il nastro alla base della cupola è nero e non troppo accentuato, ma può anche essere di altri colori. Vi sono signore talmente innamorate di questo cappello che fanno sostituire il nastro con un foulard colorato. Un cappello quindi con tanti estimatori che, fin dai tempi della vecchia Europa, si è visto indossare in posti di villeggiatura e termali come Baden Baden, Salsomaggiore terme, Montecatini.

 

SCEGLIERE I MATERIALI MIGLIORI PER UN CAPPELLO

Sicuramente tra i materiali per cappelli il migliore è il feltro. Questo è un materiale fatto di peli animali e di fibre naturali che, attraverso manipolazioni di pressatura e con l’azione del vapore, acquista una consistenza tale che lo rende robusto e resistente. Per queste sue caratteristiche il feltro si presenta come un materiale non solo resistente, ma anche dotato di una buona impermeabilità e leggerezza. In caso di necessità, per rimettere in forma un cappello di feltro si può agire col vapore, procedimento che sarebbe consigliabile fosse fatto da esperti.

Un cappello di feltro di qualità presenta sempre un nastro all’interno della cupola: di stoffa se estivo, di cuoio se invernale. Inoltre vi è anche un nastro all’esterno, alla base della cupola, che in genere è di seta pesante o di gros-grain; questo è cucito a mano e con un nodo sulla sinistra. Nei cappelli invernali la parte interna della cupola è foderata con una stoffa cucita a mano. In passato si sono usati anche cappelli confezionati con materiali più raffinati, come la lontra o il pelo di castoro.

La suddivisione del tono e del carattere del cappello è simile a quella degli altri capi di abbigliamento, cioè: formale, semiformale, casual, informale, sportivo.

 

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